Loreto difende il crocifisso: Pieroni prepara un’ordinanza: giù le mani dai simboli della fede altrui Loreto – A Loreto i crocifissi non verranno tolti dalle scuole. Il sindaco della città, Moreno Pieroni, sta predisponendo un’ordinanza comunale per contrastare l’eventualità che la decisione della Corte europea di Strasburgo contro l’esposizione del crocifisso nelle aule divenga operativa. “Da più parti si utilizza la chiesa in modo sconsiderato per farsi un’ immagine – dice lapidario Pieroni – e detto da me, cattolico socialista dalla cultura laica, significa che si sta proprio rasentando il ridicolo. Occorre una scossa da parte delle istituzioni verso questo continuo tirare in ballo la religione cattolica che, ricordo, ha seguito passo passo la storia d’ Italia”. Pieroni è il primo cittadino di una località emblema della fede, Loreto, che di fatto è sede della Basilica della Santa Casa, il santuario mariano più importate d’Italia e d’Europa, ed è una delle città mariane più conosciute a livello mondiale, meta, ogni anno, di milioni di pellegrini dai vari continenti. Inoltre Loreto basa gran parte della sua economia sugli articoli religiosi, crocifissi e rosari, anche se il motivo principale che fa scattare il sindaco è l’accanimento verso la religione cattolica che ritrova nella decisione della Corte europea di Strasburgo. “Quindi dico no a questa sentenza – continua – auspicando che politica e istituzioni ai vari livelli riprendano tale presa di posizione”. Annunciando la volontà di contrastare la decisione della Corte, Pieroni esprime la sua protesta contro il pronunciamento sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, bollato come una violazione della libertà dei genitori a educare i figli. “Il crocifisso – secondo il sindaco – non è solo un simbolo religioso, ma fa parte della nostra identità culturale e storica. Rimuoverlo dalle aule significherebbe negare l’appartenenza a questa tradizione”. E qualora questa sentenza dovesse essere applicata “ci attiveremo come Comune con un’ordinanza volta al rispetto della fede, di cui Loreto è l’emblema. Proporrò un ordine del giorno al prossimo consiglio su questa sentenza, dopodiché lo invierò ai vari ordini istituzionali anche perché se il discorso sta nei termini di rispetto verso i cittadini, include anche i cristiani nel mondo che, nei paesi mussulmani, sono invece veramente oppressi. Il rispetto delle libere convinzioni non passa attraverso l’annullamento dei simboli della fede altrui”. Che i crocifissi cattolici vadano tolti dalle aule scolastiche lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo nella sentenza su un ricorso presentato da una cittadina italiana. Soile Lautsi, originaria della Finlandia, madre di due ragazzi, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme in provincia di Padova, di togliere i crocifissi dalle aule frequentate dai suoi figli. Nei ricorsi davanti ai tribunali in Italia aveva sempre perso. Ora, i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione. Per la Corte, infatti, la presenza di questi simboli costituisce “una violazione dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione”, concetti espressi nella prima sentenza in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche. La reazione dell’Italia è stata immediata, il Governo ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.

Cristina Gioacchini,